Lavoro pubblico, fuga di dipendenti nei Comuni: “Stipendi troppo bassi”

Comuni senza personale: “Stipendi da fame e futuro incerto, i dipendenti scappano”.

Secondo un comunicato stampa della Cisl Fp Verona, il personale dei Comuni sta diminuendo, con un aumento delle dimissioni del 45% negli ultimi sei anni. A questo si aggiunge una previsione allarmante per il 2030, quando potrebbe verificarsi un dimezzamento del personale.

Emorragia di personale.

“Dal 2022, la riforma delle assunzioni nelle funzioni locali ha permesso di superare la rigidità del turn over, mentre i decreti sul Pnrr hanno incentivato i contratti – come si legge nel comunicato – , e l’organico dei Comuni rimane devastato: oggi nei 7.896 municipi italiani lavorano il 27% in meno rispetto ai picchi del 2007, il che significa che si sta lavorando con 341.659 persone in meno“.

Il problema principale, sottolineano, è di natura economica: “All’interno delle funzioni locali i soldi sono meno che in altri settori della Pubblica Amministrazione e il personale, quando può, fugge con le mobilità verso posti maggiormente remunerativi“.

“Stipendi troppo bassi”.

Secondo un recente studio Ifil citato nel comunicato, “Il dipendente comunale medio negli scalini più bassi dell’organigramma prende il 15,3% in meno rispetto al suo omologo nelle Regioni, il 19,6% in meno rispetto al collega ministeriale e il 23,2% in meno rispetto ai lavoratori delle agenzie fiscali”.

Le differenze retributive si fanno ancora più marcate nei livelli intermedi, dove “gli stipendi comunali (25.129 euro lordi all’anno) sono inferiori del 16,2% rispetto alle Regioni, del 20,7% rispetto ai ministeri e del 33,2% rispetto alle agenzie fiscali”.

Di fronte a queste disparità “non sorprende che chi può, ha cercato e cercherà soluzioni verso altre amministrazioni”. Il fenomeno delle dimissioni è esploso dal 2021 e, secondo i dati riportati, nel 2023 ha toccato quota 16mila uscite, in forte crescita rispetto alle 11mila del 2017.

Riduzione del personale.

Nonostante la riduzione del personale “gli amministratori locali rivendicano di aver mantenuto un alto livello di efficienza. Nel 2017 sono stati spesi 8,3 miliardi di euro di investimenti fissi lordi comunali. Nel 2023, con 2 mila dipendenti in meno nella stessa area, la spesa per investimenti è salita a 16,3 miliardi. Nel 2024, senza movimenti significativi negli organici, il contatore è salito a 19,1 miliardi – si legge nel comunicato – è impossibile che tutto ciò potrà durare a lungo“.

Prospettive per il 2030.

Secondo le previsioni, il punto di non ritorno potrebbe arrivare nel 2030. Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha dichiarato che: “Ci sono margini per lavorare su aspetti importanti come il salario accessorio e il welfare“, ma i numeri restano allarmanti: “si prevede il super turn over atteso negli enti locali, con l’uscita di 175 mila lavoratori, pari alla metà dei dipendenti”.