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Previdenza complementare: tavolo tecnico in Regione

La Regione Veneto intende promuovere e valorizzare la previdenza complementare e si prefigge l’obiettivo di far aderire

alla ‘seconda gamba’ del sistema previdenziale, quella volontaristica, almeno due lavoratori su tre. Così come avviene in Trentino Alto Adige, dove il 60 per cento dei lavoratori dipendenti ha aderito ad una pensione integrativa. E’ quanto ha ribadito l’assessore regionale al lavoro alla riunione del tavolo tecnico, convocato dalla Regione nella sede della Confartigianato di Mestre, presente anche il consigliere Guadagnini, primo firmatario legge n. 15 del 18 Luglio scorso che promuove in Veneto la previdenza integrativa territoriale. Per ragioni logistiche il tavolo è stato ospitato dall’associazione di categoria dell’imprenditoria artigiana e ha visto la partecipazione di tutte le associazioni di categoria e dei sindacati maggiormente rappresentativi della territorio.

 “La previdenza complementare è uno degli ambiti in cui i contratti integrativi territoriali possono giocare un ruolo importante – ha sottolineato l’assessore regionale – insieme alle varie declinazioni di welfare aziendale, familiare e sociale. La Regione deve svolgere un ruolo di regìa e di apripista per favorire modalità nuove per garantire non solo pensioni decorose, ma anche sicurezza, futuro e serenità ai lavoratori, sposando ‘buone pratiche’ che altrove sono già realtà”.

 "Accordi territoriali, previdenza complementare, partecipazione e responsabilità sono le caratteristiche che guidano da anni l'azione della Regione sui temi del lavoro – ha ribadito l’assessore – e questa legge che dà vita ad un sistema di previdenza complementare a regìa pubblica può rappresentare un nuovo orizzonte di sviluppo del Veneto”.

 Per l’assessore veneto il tavolo dovrà avere “una tabella di marcia stringente” e produrre proposte subito operative. “L'autonomia passa anche da qui”, ha ricordato, riconvocando il tavolo entro la fine di settembre.

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