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Oppeano: no al CETA a salvaguardia del Made in Italy

Il Comune di Oppeano, su impulso della Federazione Provinciale Coldiretti di Verona, ha approvato una proposta

ceta350di ordine del giorno per dire no all’adesione al CETA (Comprehnsive Economic and Trade Agreement) cioè il Trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea.

 “Fatte le debite valutazioni l’Amministrazione comunale ha optato per il NO schierandosi appunto a fianco dell’associazione di categoria e ribadendo che ritiene questo Trattato tutt’altro che vantaggioso per le realtà produttive oppeanesi, spiega il Sindaco Pierluigi Giaretta.

 “Il nostro NO”, commenta il consigliere con delega all’agricoltura Raffaele Salaro, “tiene conto delle preoccupazioni dei coltivatori e mira a chiedere la condivisione di iniziative intraprese da Coldiretti per impedire l’entrata in vigore del Trattato in via provvisoria, nella direzione di ragioni di scambio improntate invece alla democrazia economica e alla salvaguardia dei diritti dei consumatori e delle imprese”.

 L’interesse principale in gioco è la tutela delle imprese agricole: i vantaggi derivanti dall’Accordo sono infatti apparenti considerando ad esempio che l’Italia importa dal Canada 1,2 milioni di tonnellate di grano duro ed esporta lì circa 23.000 tonnellate di pasta soltanto cioè l’1,4% delle esportazioni mondiali di pasta che ammontano a oltre 1.600.000 tonnellate all’anno. L’Unione Europea e i partner, secondo Coldiretti, dovrebbero invece orientarsi verso politiche commerciali multilaterali e bilaterali al servizio dell’interesse generale e della qualità dello sviluppo, della cooperazione tra pesi e regioni.

 Pertanto il No al CETA dell’Amministrazione comunale di Oppeano punta a tutelare il Made in Italy, gli agricoltori e i prodotti della nostra terra e a salvaguardare la salute dei cittadini dinnanzi ad alimenti trattati con prodotti pericolosi.

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