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Traforo. Polato: "Verona si ama e non si usa per scopi elettorali"

Daniele Polato: “Traforo, Fondazione Arena e filobus dimostrano l'ipocrisia e l'arroganza amministrativa dell'ex sindaco Tosi, che ha inoltre portato al totale isolamento di Verona.

Lo sport di prendere in giro i cittadini con progetti irrealizzabili ha comunque già trovato la sua condanna nelle recenti elezioni amministrative. Verona si ama e si fanno progetti realizzabili, non si usa per campagne elettorali perenni. Gli stessi veronesi hanno scelto diversamente perché hanno capito che tutte le promesse di Tosi erano solo libri dei sogni, che infatti non si sono avverati.

Nel merito del progetto del traforo, bisogna ricordare che per anni, nonostante gli stessi soggetti attuatori dichiarassero che l'opera non era bancabile, l'allora sindaco ha avuto un atteggiamento superficiale pur sapendo che nessuna opera pubblica viene realizzata senza le necessarie risorse. Nonostante questo, con la sua solita arroganza, si è posto in contrasto con i pareri degli uffici tecnici del comune che in più occasioni hanno sostenuto la mancanza dei requisiti. Non ha nemmeno tenuto conto delle richieste di modifiche del progetto avanzate dagli stessi soggetti attuatori e dalle banche; mancava la sostenibilità economica, lo sapevano tutti. Sarà per questo che non ha fatto le transazioni che oggi pretende dagli altri e che lui ha avuto tre anni di tempo per farle.

In maniera completamente diversa, nessuno dell'attuale amministrazione dal sindaco agli assessori agli allora consiglieri comunali, si è mai tirato indietro rispetto al passante nord, noi facciamo della coerenza la nostra linea comportamentale. Siamo tutti convinti che in quella zona di Verona servano opere viarie necessarie per lo snellimento del traffico, l'abbiamo sempre detto, ma l'azione politica deve essere supportata dalla coerenza tecnica, altrimenti si rischia di fare come l’ex sindaco: solo promesse sulla carta e illusioni ai cittadini. In merito al finanziamento dei 53 milioni della A4 holding, inoltre, non è mai stata siglata nessuna convenzione con il Comune, l'unico atto amministrativo che necessariamente vincola quei Fondi. E comunque, in attesa della sentenza del Tar, incontrando il presidente dell’A4 holding, già a luglio, abbiamo ottenuto la garanzia di utilizzo della somma per opere viabilistiche.

I Veronesi, in ogni caso, si sono espressi diversamente, e hanno capito che le decine di inaugurazioni fasulle del filobus, di cui l'allora sindaco si pavoneggiava ad ogni fantomatico colpo di benna, non erano atti concreti. Il risultato è che solo con la nuova azione sinergica dell'amministrazione si riuscirà a portare a termine il progetto del filobus e renderlo finalmente fattibile.
Persino su Castel San Pietro c'è stata la sua ennesima promessa da Pinocchio. Aveva annunciato il grande museo della città dimenticandosi però di destinare le risorse minime necessarie al trasferimento del museo di scienze naturali e all’allestimento museale.

Concludo dicendo che, nei libri di storia cittadina, il consigliere Tosi sarà ricordato per tutto quello che ha promesso e mai realizzato, sempre ovviamente a dir suo, per colpa degli altri, e oggi, nonostante le sue ripetute assenze in consiglio comunale, noi stiamo cercando di riparare ai ultimi 5 anni, anni di gloria e di fare incompreso”.

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