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Confartigianato Verona: Fisco? Burocrazia? Roba da matti!

Consegnato al Prefetto di Verona il dossier con le proposte di emendamento alla Legge di Bilancio formulate dai “confartigiani” veneti.

Il Prefetto Salvatore Mulas: “Porterò le vostre istanze a Roma. Tenete duro”.

bissoliMulas450Assoluta condivisione delle preoccupazioni e totale disponibilità al dialogo, “perché l’Italia, da sempre, prospera con il fondamentale contributo di voi, piccolissimi, piccoli e medi imprenditori”. Questi alcuni dei concetti espressi dal Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, nel corso dell’incontro con una delegazione di Confartigianato Verona tenutosi stamane, nel Palazzo della Prefettura, e richiesto dalla stessa associazione artigiana provinciale.

“Abbiamo voluto incontrare il Prefetto come rappresentante territoriale del Governo – spiega Andrea Bissoli, Presidente dell’associazione artigiana -, per consegnare il dossier con le proposte di noi, imprenditori veneti, elaborate per rispondere ad una Legge di Bilancio che, se si confermerà nei contenuti attuali, porterà ad una rottura del rapporto di fiducia tra contribuente e Stato”.
L’incontro è stato organizzato nell’ambito delle azioni avviate da Confartigianato Imprese Veneto, replicate in tutte le province della regione, per schierarsi apertamente contro l’impostazione della manovra e richiedere emendamenti riguardanti imposizioni fiscali e burocratiche.

“Al Prefetto – continua Bissoli – abbiamo consegnato un dossier contenente una serie di proposte concrete, analizzate sul piano tecnico e di fattibilità. In modo civile e nell’ambito della legalità, queste prime iniziative saranno seguite da altre, perché siamo giunti ad un punto di rottura: il fisco non può richiedere continuamente esborsi non sostenibili e adempimenti impossibili che rischiano di generare ingiustizie e intasamento burocratico, a dispetto dei proclami di semplificazione rimasti sulla carta. E’ una cosa inaccettabile, che porta a dire: fisco? Burocrazia? Roba da matti! E sta facendo crescere la voglia di scendere in piazza”.
Un pensiero diventato uno slogan, che accompagnerà le Confartigianato della regione nel cammino di sensibilizzazione, che al momento ha riguardato i parlamentari veneti e i Prefetti della regione.

“Mi farò carico di portare il documento con le vostre istanze a Roma – ha assicurato Mulas – e nel contempo vi chiedo di tenere duro, di continuare a lavorare per il bene delle vostre imprese, ma soprattutto del territorio in cui operate. L’impressione che si ha, in questi ultimi tempi, è quella di una effettiva ripresa, un maggiore ottimismo, ma ovviamente questi segnali vanno incoraggiati, sostenuti, non soffocati sul nascere. Il territorio della provincia veronese è una fucina di idee, di eccellenze produttive, di iniziative, di propensione al lavoro che va tutelata ed aiutata. Vi chiedo di non smettere di crederci, di proiettarvi, se possibile, sui mercati esteri, perché se è vero che la ricchezza si sta concentrando in Paesi come Russia, India, medio ed estremo Oriente, va ricordato che è proprio là che i nostri prodotti, il nostro bello e ben fatto, sono sempre più richiesti e desiderati”.

Confartigianato Veneto ha stimato che, senza le opportune modifiche, l’insieme dei provvedimenti di impatto fiscale, tra i quali anche il decreto fiscale 148/2017 collegato alla legge di Bilancio 2018, rischia di essere un salasso per le imprese artigiane venete: 106.791.000 € di nuovi costi (tra visti conformità, POS e Spesometro); una spesa media di 2.800 € di IMU e 6.720 € per le fatture elettroniche (per ogni impresa); oltre a 12.500.000 € letteralmente drenati alle imprese per ritenute sui bonifici per ristrutturazione e crediti IVA.

“In nome della lotta all’evasione – afferma il Presidente di Confartigianato Verona -, per decenni le imprese si sono accollate adempimenti fuori controllo e assurde pratiche burocratiche, senza conseguire significativi risultati. Nel corso degli ultimi 5 periodi di imposta, dal 2011 al 2015, l’incidenza dell’evasione fiscale sul PIL è rimasta intorno al 12-13%, e ciò porta alla constatazione che, seppure semplificando grossolanamente, l’87/88% dei contribuenti viene penalizzato dal restante 12-13%. Chiediamo di essere tutelati, non perseguitati!”.

Nel dossier consegnato nelle mani del Prefetto, Confartigianato si scaglia in particolare contro l’Imu, perché tassare un bene dedicato alla produzione è ingiusto, incostituzionale e incoerente; la cancellazione del ravvedimento operoso; lo spesometro, che con l’obbligo dell’invio trimestrale ha comportato maggiori costi per le imprese e un aggravio della pressione burocratica; le sanzioni sulle comunicazioni Iva; l’obbligo di fatturazione elettronica, anche tra privati, senza una reale semplificazione, ma con un incremento dei controlli, che diventano di fatto dei “doppioni” costosi.

“Dall’incontro con il Prefetto Mulas, che ringrazio per la disponibilità e le parole di incoraggiamento, siamo usciti con una sensazione di vicinanza e comprensione delle nostre istanze – ha concluso Bissoli – ed è proprio questo che noi piccoli imprenditori e cittadini vorremmo, ossia sentire uno Stato vicino, non lontano anni luce dal mondo e dall’economia reale di tutti i giorni”.

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