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Pallanuoto: sconfitta a Napoli, tutto da rifare per la Css Verona

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Tutto da rifare per la Css Verona, che torna dalla trasferta campana con una sconfitta in tasca e qualche incertezza in più.

carli350L'Acquachiara vendica la delusione di pochi giorni fa, vincendo per 9-6 (parziali 2-1, 3-1, 1-1, 3-3) e pareggiando la serie di semifinale che, dunque, vedrà il suo epilogo Giovedì sera alle Piscine Monte Bianco.

 La partita di Napoli si preannunciava già alla vigilia come una vera battaglia, che non avrebbe seguito l'inerzia di gara 1 ma, anzi, probabilmente sarebbe stato il palcoscenico perfetto per la voglia di rivincita delle partenopee. E così è stato, anche complice una Css più incapace di lasciare fuggire le avversarie nella prima metà di gara che di inseguirle nella seconda.

 Il solco infatti si concretizza nei primi sedici minuti, con una compagine di casa agguerrita, frenata solamente da una Mattioni in buona vena, e di una Css inefficace in attacco e penalizzata dai falli in difesa. Le mattatrici di gara 1 per l'Acquachiara, Mazzola, Esposito e De Magistris, vanno tutte a segno una volta nella prima metà di gara. A scavare il solco però è la prestazione di Foresta, che concretizza l'allungo decisivo prima della pausa lunga e contribuisce a tenere a distanza la Css in vista di un tentativo di rimonta. Dalla parte biancazzurra della vasca si evidenzia la performance della "solita" Ines Braga, autrice di una tripletta di cui una rete su rigore, oltre alle singole marcature di Annalisa Bosello, Giorgia Prandini e Luna Carli.

 Il tecnico Giovanni Zaccaria è piuttosto amareggiato a fine incontro: «Purtroppo la nostra inesperienza a questo livello si è sentita. Siamo riuscite persino a neutralizzare le nostre migliori giocatrici. Speriamo di fare tesoro di questa partita per giocare meglio la prossima, altrimenti vorrebbe dire che non siamo ancora pronte per queste occasioni».

 «Purtroppo in alta quota viene a mancare l'ossigeno – continua il tecnico delle veronesi – e devi essere "allenato" a queste situazioni di gioco. Eravamo tanto contratte ed abbiamo giocato con poca personalità: tutte le nostre incertezze si sono trasformate in metri di vasca persi e secondi sprecati ad ogni azione. Forse siamo ad un altitudine eccessiva per le nostre capacità. Dobbiamo imparare a giocare con questa pressione addosso, qui non si scherza».

 Tutto da ricostruire per Prandini e compagne, dunque, in vista della bella che deciderà la serie, in programma giovedì nella vasca principale delle Piscine Monte Bianco.

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