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Immunoterapie: l'innovazione delle Car-T

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Secondo gli esperti riuniti a Padova In Italia servirebbero circa 600-700 trattamenti l'anno

A Padova il primo di una serie di tavoli di confronto regionali tra mondo sanitario, politico e stakeholder per trovare la giusta soluzione al problema

 immunoterapiaCar t300L'immunoterapia negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante. Parte da Padova una Road-Map che toccherà tutta Italia e che rappresenta una rivoluzione nel trattamento di alcuni tipi di tumore. Un grande capitolo di innovazione si è aperto recentemente con l'introduzione delle Car-T nel trattamento dei tumori liquidi. Questo percorso di cura è in grado di restituire al sistema immunitario, la sua naturale capacità di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali.

 Questo avverrà però attraverso un processo estremamente complesso da innestare nel SSN, che fra l’altro richiederà un sistema di accreditamento dei centri con una organizzazione precisa e standardizzata. "La terapia con Chimeric Antigen Receptor T-Cells (Car-T) si sta imponendo come l’ultima grande frontiera dell’immunoterapia – afferma Gianpietro Semenzato, direttore UO Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, coordinatore tecnico-scientifico della Rete Ematologica Veneta – ed in particolare delle terapie cellulari. Nuove terapie – sottolinea l'esperto – ma anche nuove sfide organizzative: la somministrazione di queste terapie implica infatti nuovi approcci gestionali che richiedono una gestione attenta e strutturata attraverso team multidisciplinari formati ad hoc e molto ben organizzati.

 Non ultima per importanza – conclude Semenzato – valutare attentamente la sostenibilità dei costi che deve andare di pari passo con la garanzia dell’accesso rapido a tutti i pazienti candidabili". Una terapia altamente innovativa e complessa, ma che nel solo Veneto potrebbe dare una speranza di vita a diversi pazienti ogni anno.

 "I linfomi diffusi a grandi cellule B – spiega Carlo Visco, Professore Dipartimento di Ematologia, Università di Verona – sono le più frequenti forme di linfoma non Hodgkin aggressivo dell’adulto. In Italia ogni anno sono diagnosticati circa 16.000 nuovi casi di linfoma di cui quelli diffusi a grandi cellule B hanno una incidenza pari a circa 4,8 casi per 100.000 (dati AIOM). Per alcuni di questi (circa 600-700) non rispondenti alle precedenti terapie, Car-T offre invece ora una nuova prospettiva di cura potenzialmente risolutiva in circa il 40% di essi".

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