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Salute mentale: Regione aggiorna l'offerta residenziale

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Confermati investimenti extra-lea per 6,4 milioni

balbi285La Giunta regionale del Veneto ha approvato la sua proposta di programmazione 2018 del sistema di offerta residenziale extraospedaliera per la salute mentale. L’atto sarà trasmesso alla competente Commissione del Consiglio regionale, che esprimerà il proprio parere obbligatorio.

 La dotazione complessiva massima dei posti letto in strutture residenziali è fissata in 2.048, dei quali 382 per la 9 Scaligera; 88 per l’Ulss 1 Dolomiti; 365 per l’Ulss 2 Marca Trevigiana; 271 per la 3 Serenissima; 90 per la 4 Veneto Orientale; 105 per la 5 Polesana; 390 per la 6 Euganea; 152 per la 7 Pedemontana; 205 per la 8 Berica.

 La nuova programmazione conferma la precedente ripartizione delle quote di assistenza adottata in Veneto, che saranno per il 60% sanitaria (cioè a carico del Servizio sanitario regionale) e per il 40% sociale (cioè a carico delle famiglie o dei Comuni, qualora le famiglie non avessero disponibilità economica).

 Sul fronte sanitario il provvedimento istituisce una nuova tipologia di struttura residenziale, le residenze socio-sanitarie psichiatriche per pazienti psichiatrici lungoassistiti con elevato fabbisogno assistenziale: la nuova programmazione ne prevede la presenza in ogni Ulss, per un totale di 280 posti letto e una spesa complessiva, a carico del bilancio regionale, di 6,4 milioni di euro. Le residenze socio-sanitarie psichiatriche andranno a sostituire e a riqualificare, con nuovi standard assistenziali più adeguati e specifici per la salute mentale, reparti di RSA per lungodegenti oggi ad esaurimento.

 Quanto alle strutture socio-riabilitative, la nuova programmazione dell’offerta per la salute mentale prevede di affiancare, a comunità alloggio e ad appartamenti protetti, una nuova tipologia di ‘appartamenti supportati’, cioè nuclei abitativi integrati con il territorio, che si avvalgono della presenza di educatori e operatori sociali e sono sostenuti da associazioni e reti di volontariato.

 Il Veneto così riconferma il proprio modello sociosanitario, che prevede un forte investimento del bilancio regionale, pari a oltre 64 milioni di euro, per integrare quanto previsto dai livelli essenziali di assistenza nazionali per la salute mentale.

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