Veronaoggi.it

Corte costituzionale: sentenza su legge stabilità Regione Veneto

Pin It

La sentenza della Corte Costituzionale n. 98, appena depositata, ha dato un responso difforme

rispetto a due questioni, relative alla sanità, dando ragione al Veneto per quanto riguarda i rimborsi spese dei componenti dei collegi dei revisori dei conti, mentre non è favorevole in merito all’autorizzazione unica (comprensiva di permesso a costruire) degli hospice e simili.

 La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato infondata l’impugnazione proposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’art. 31, comma 1, della legge della Regione Veneto 30 dicembre 2016, n. 30 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017), che prevede che non siano corrisposti rimborsi per spese di vitto, alloggio e di viaggio a favore dei componenti del collegio sindacale delle aziende sanitarie locali (ASL) per i viaggi di trasferimento tra la residenza o il domicilio personale e la sede legale dell’Azienda sanitaria nello svolgimento della loro attività.

 Tale disposizione era stata impugnata dal Governo sul presupposto che il taglio di spesa disposto nella legge regionale non avrebbe consentito ai componenti dei collegi sindacali l’assolvimento della primaria funzione di controllo della spesa pubblica. Mettendo così in pericolo l’autonomia delle attività di vigilanza, con particolare riguardo a quella svolta dai componenti dei collegi sindacali di nomina ministeriale, e ostacolando l’adempimento dell’obbligo di partecipazione a tutte le attività di verifica in ossequio al principio di collegialità. La censura considerava in tal modo soprattutto i funzionari e i dirigenti del Ministero dell’economia e delle finanze, privati dei rimborsi spese.

 Respingendo tali argomenti la Corte Costituzionale ha invece ritenuto che, in assenza di una specifica disciplina in materia di rimborsi per le spese di trasferta, di missione sostenute dai componenti dei collegi dei revisori dei conti e dei collegi sindacali istituiti presso le ASL o presso altri enti e organismi pubblici, la misura di contenimento della spesa pubblica introdotta dalla Regione del Veneto non impedisce la partecipazione di un rappresentante ministeriale alle attività di controllo del collegio sindacale. Con ciò riconoscendo la legittimità costituzionale della scelta “virtuosa” dell’amministrazione regionale di introdurre misure di contenimento della spesa pubblica.

 La Corte Costituzionale ha invece dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 34, comma 4, della medesima legge n. 30, con cui è introdotto - dopo il comma 2 dell’articolo 7 della legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 - il comma 2 bis dove si prevede che: “L’autorizzazione alla costruzione, ampliamento, trasformazione, trasferimento in altra sede degli ospedali di comunità, delle unità riabilitative territoriali e degli hospice richiesta da istituzioni ed organismi a scopo non lucrativo, nonché da strutture private, è rilasciata dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare.”

 Il Governo aveva impugnato questo comma contestando la circostanza che la formulazione manifestava l’intendimento di rilasciare una sola autorizzazione per la realizzazione di queste specifiche strutture, sia a valenza sociosanitaria sia per gli aspetti edificatori. E ciò a fronte del fatto che in via generica la concessione ad edificare costituisce un compito del Comune.

 La Corte costituzionale, non considerando l’effetto semplificatorio di concentrazione procedimentale contenuto in questa disposizione regionale, ne ha dichiarato l’incostituzionalità per un aspetto formale, dato dal fatto che lo Stato avrebbe in via generale già disciplinato la materia a mezzo dell’art. 8-ter, comma 3, del d.lgs. n. 502 del 1992 che “richiede di mantenere una duplicità di valutazioni da parte di due differenti organi pubblici, il Comune per le valutazioni urbanistiche e la Regione per quelle di politica sanitaria”.

 La questione di fondo resta invece quella della modalità di rilascio di un’eventuale autorizzazione unica integrata per ogni attività dove l’attività esercitabile è rilasciata in base alla programmazione regionale, come è già stato fatto ad esempio per i grandi centri commerciali.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità