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Bertaiola al vertice della nuova Federazione Veneta Fedagripesca

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Cala il sipario su Fedagri e Federcoopesca.

Al loro posto è nata Fedagripesca, unione della Federazione Veneta delle Cooperative Agricole e della Federazione Veneta delle Cooperative della Pesca, che assomma in totale 295 cooperative, 49.336 soci e un fatturato complessivo che sfiora i sei miliardi di euro. Il nuovo Presidente di Fedagripesca Veneto è Fausto Bertaiola, già presidente di Confcooperative Verona, che resterà in carica 4 anni e sostituisce alla guida della Federazione Primo Anselmi. Quest’ultimo, nel segno della continuità, ha assunto il coordinamento del Settore delle Cooperative del comparto Ortofrutticolo, mentre Marco Spinadin, ex Presidente di Federcopesca Veneto, assume il ruolo di Vicepresidente, dato che lo statuto prevede che Presidente e Vicepresidente provengano da i due diversi comparti (Agricolo e Pesca).
 
 L’obbiettivo principale – come ha spiegato il neo presidente – è migliorare l’attività di rappresentanza delle cooperative del settore primario verso gli interlocutori Regionali, Nazionali e Comunitari. Nel contempo rinnovare l’apertura di un dialogo ed un confronto con tutte le altre associazioni e fornire risposte professionali e competenti ai bisogni delle singole associate.
 
 “Era ormai ineludibile la necessità di allinearsi alle istituzioni, che già da tempo hanno accorpato in un’unica realtà tutto ciò che afferisce all’agroalimentare – specifica - perché le questioni relative alle logiche di sviluppo e innovazione del settore vanno affrontate unitariamente, alla luce dell’intersettorialità tra comparti cooperativi, istituzionalizzando un’agenda di programmazione condivisa, in modo da rendere più efficiente l’emersione delle problematiche e il ritorno delle linee progettuali del settore verso le cooperative.”
 
 Di importanza fondamentale, per Bertaiola, il miglioramento delle dinamiche di relazione progettuale con la Regione Veneto. L’auspicio è che la nuova Federazione, dotata di maggior massa critica (Cooperative Agricole e Cooperative della Pesca) possa dialogare ancor più produttivamente con l’assessorato Regionale.
 
 “Si impone un cambiamento di rotta – conclude il presidente - Dobbiamo partire dalle richieste del consumatore per tarare le nostre strategie sull’analisi del mercato, impostando la produzione sulla base del concetto di filiera. In passato si è lasciato troppo spazio all’improvvisazione, producendo senza tenere nella corretta considerazione quello che il mercato chiedeva. Ma In un mercato libero e globale non c’è spazio per l’estemporaneità e se decidiamo di confrontarci con la concorrenza solo sul piano del prezzo (senza puntare sul valore aggiunto della territorialità), abbiamo perso in partenza. Bisogna invece collocare la produzione regionale in segmenti di mercato alternativi e altamente specializzati, mantenendo il livello qualitativo che ci contraddistingue.”

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