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Verona: approvata in Consiglio la revisionata variante 23

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E’ stata approvata da Consiglio comunale di ieri, con 23 voti favorevoli e 9 contrari, la versione rivista della

consiglio comunale4Pvariante 23 al Piano degli Interventi, approvata dalla precedente amministrazione ma non ancora adottata, che riformula alcuni parametri urbanistici nell’ottica di una nuova visione urbanistica della città.

 Dei 563 emendamenti collegati, di cui 407 del solo gruppo consiliare Verona e Sinistra in Comune, ne sono stati accolti 35 dall’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala, di cui 18 a firma del gruppo Pd (consiglieri Padovani e La Paglia), 8 del capogruppo Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, 7 di Battiti per Verona (consiglieri De Marzi, Perbellini e Bressan) e 2 a firma del capogruppo Verona civica Tommaso Ferrari.

 I restanti emendamenti sono stati ritirati dai consiglieri proponenti o respinti in fase di votazione in aula.

 Degli emendamenti Pd accolti, 17 sono a firma della capogruppo Carla Padovani, dei quali due per la realizzazione di una rotatoria tra via Galvani, via Melfi e via Marin Faliero e tra via Gardesana e via Basson, e tre come raccomandazioni, per la realizzazione di una pista ciclabile dalla Croce Bianca alla Bassona, di un tratto di pista ciclopedonale lungo Corso Milano e di una rotatoria fra via Liruti e via Sant’Annone.
 Degli ammendamenti del consigliere Elisa La Paglia, invece, accolto il mantenimento ad area agricola di un ampio spazio di terreno su via Valpolicella a Parona.
 Degli emendamenti del gruppo Verona e Sinistra in Comune, sono stati accolti due stralci di schede della variante e riduzioni di previsioni edificatorie, per apportare un minor consumo del territorio.

 “Questa Amministrazione – ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina –, si è presentata alle elezioni con un preciso programma elettorale che è stato sostenuto dai cittadini e sul quale ci basiamo per portare avanti la nostra progettualità. E’ stata effettuata una rimodulazione importante che va nella direzione di uno sviluppo urbanistico più sostenibile della città, con meno centri commerciali e una migliore ridefinizione degli spazi urbani. E’ solo il primo passo di un percorso che porteremo avanti per apportare le migliori soluzioni possibili per il territorio, perché abbiamo una visione ampia di come vogliamo il futuro di Verona”.

Questi i punti più significativi della variante 23:
 Limitazione e delocalizzazione delle strutture commerciali, sia grandi che medie: rispetto alla prima versione, sono state eliminate 6 grandi strutture, tra cui quelle previste alla Cercola, alla Bassona e alla Spianà. Tre le grandi strutture a cui è stata notevolmente ridotta la superficie commerciale: Rossetto (da 11.300 a 8.200 mq), Ex Tiberghien passa da 15.305 a 6000 mq, Ex tabacchi da 18.406 a 7000 mq.

 In sede di discussione in Consiglio è stata effettuata una ulteriore riduzione di 6.000 mq. di commerciale a Verona Sud e abitativo in zona Chievo di 3.000 mq. Concordata inoltre l’istituzione nel futuro di un tavolo di lavoro per l’ex Tabacchi (simile a quello per l’ex Tiberghien), che sarà avviato una volta che sarà nota la nuova proprietà, al termine quindi del procedimento fallimentare in corso e alla successiva vendita.

 Diminuzione del 16,86 per cento del perimetro del centro urbano, in cui è possibile autorizzare la costruzione di nuovi centri commerciali, in attuazione alla normativa regionale di pianificazione delle aree destinate a strutture di vendita. Escluso da nuove costruzioni commerciali anche il centro urbano di Cadidavid, e parte della Bassona.

 Riduzione del 18 percento della superficie agricola da utilizzare per nuove edificazioni: la stima del consumo di SAU passa da 784.405 mq della vecchia variante a 645.245 della nuova versione, che preserva una notevole percentuale di territorio.
 Per le nuove costruzioni, inoltre, è stato reinserito il vincolo di utilizzo del contributo di sostenibilità per opere pubbliche al 100 per cento, anziché al 50.
 Prevista l’approvazione del Consiglio comunale dei progetti di servizi pubblici realizzati dai privati e destinati ad essere convenzionati, per una valutazione dell’interesse pubblico e non solo della conformità tecnica.

 Riduzione della nuova edificazione. Tra le schede ridotte e le schede cassate, la nuova edificazione è inferiore alla precedente variante 23, con una riduzione di 15.697 mq di edificato previsto. Un’inversione di tendenza nel senso che è la prima variante che riduce la nuova edificazione.

 Schede Norma eliminate: Palazzina, Ca dell’Orto, Cercola, Santa Maria in Stelle, Ex tiro al volo, Spianà golf, San Rocchetto, Tigli, Quinto.

 Verifica della legittimità degli edifici oggetto di recupero localizzato negli ambiti a parco agricolo, e successiva eliminazione di quelli che risultavano affetti da abuso. Delle 94 istanze presentate, 31 quelle approvate dalla precedente amministrazione. Di queste, dopo i controlli sull’abusivismo, solo 11 risultano legittime.

 Sintesi dichiarazioni di voto:

 “Avviato confronto con la maggioranza – ha dichiarato il capogruppo Bertucco –, per rivedere e ridurre due interventi edilizi rilevanti e per aprire un tavolo di confronto sull’ex Manifattura Tabacchi. Risultati importanti per la città, frutto di un fattivo lavoro di squadra di una parte dell’opposizione”.

 “Soddisfazione per il lavoro fatto in aula – hanno sottolineato le consigliere Pd Padovani e La Paglia –, che ha portato a significativi miglioramenti alla Variante. Restano però preoccupazioni in merito agli interventi futuri, che non presentano una precisa analisi a favore di una maggiore vivibilità dei quartieri”.

 “Miglioramenti ne sono stati fatti – ha precisato il capogruppo di Verona civica Ferrari –, ma manca una analisi complessiva sull’impianto urbanistico della città. Bene il gruppo di lavoro, ma non si tratta di qualcosa che porterà un diretto vantaggio ai cittadini di quella zona. Per il futuro mi auguro ci sia un cambio di prospettiva verso una maggior vivibilità del territorio”.

 Per il capogruppo Movimento 5 stelle Marta Vanzetto: “se la prima Variante 23 non esprimeva i veri desideri dei cittadini, nemmeno in questa si vedono soluzioni davvero significative per la città. Visto che non vi erano termini di legge per l’approvazione di questo documento, si poteva valutare un percorso diverso, che ne consentisse un analisi più approfondita”.

 “Il documento ha apportato una rimodulazione importante – ha precisato il capogruppo di Battiti per Verona Marco Zandomeneghi –, diretta non solo alla riduzione delle aree adibite a commerciale ma, nel complesso, ad un miglior utilizzo del territorio. Per quanto riguarda lo sviluppo di un piano del Traffico sostenibile questa Amministrazione sta già operando in tal senso, senza inutili proclami ma con un percorso di lavoro ben preciso”.

 “Siamo di fronte ad un primo passo per la pianificazione territoriale cittadina – ha spiegato il consigliere Lega nord Anna Grassi –. Un chiaro segnale di contrasto alla proliferazione di centri commerciali, nella direzione di uno sviluppo urbanistico più attento alle esigenze del cittadino”.

 “La prima versione della variante – ha detto il consigliere della Lista Tosi Alberto Bozza – si basava su un confronto tra pubblico e privato finalizzato al rilancio dei rispettivi comparti. Ora restano tanti buchi, dati da stralci effettuati senza portare altri progetti per una effettiva crescita urbanistica. Con questo documento Verona torna in dietro, visto che la nuova variante cancella di fatto anche importanti opere pubbliche compensative”.

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