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Nuova distribuzione di bar e locali: in 6 mesi la soluzione

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Più competenze ai comuni per contrastare il gioco d'azzardo
 Partito l’iter per analizzare la distribuzione sul territorio comunale di bar, ristoranti e locali.

L’obiettivo è di apportare eventuali modifiche alla pianificazione territoriale delle attività di somministrazione bevande e alimenti. In questo modo si contrasta l’insorgere di nuovi fenomeni che creano disomogeneità nella distribuzione degli esercizi commerciali e situazioni di disturbo alla quiete pubblica.

 Negli ultimi mesi, infatti, è stato rilevato che i locali del centro storico (zona rossa contingentata ad un massimo di 268 licenze) si trasferiscono sempre più spesso tra piazza Bra, piazza Erbe e corso Portoni Borsari. Affollando così solo un’area ristretta e specifica e abbandonando vicoli e rioni. Altro problema, invece, sorge nella zona libera (ovvero le circoscrizioni periferiche) dove al momento non è previsto un contingentamento delle attività. Questo fa sì che in quartieri come Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma si concentrino certe tipologie di locali che creano disordine e insicurezza, come attestano le 12 ordinanze di limitazione dell’orario emesse nel corso di quest’anno dall'ufficio commercio dopo i provvedimenti della Questura.

 Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di commissionare uno studio di sei mesi su questi ‘fenomeni’ e di valutare nuovi scenari e vincoli, a tutela della corretta concorrenza e della sicurezza dei cittadini. Potrebbero, infatti, risultare necessarie modifiche ai confini della zona rossa, così come l’introduzione di nuove norme per i trasferimenti all’interno del centro storico, oppure la limitazione delle licenze in alcune aree della zona libera.

 La proposta ora passerà all’esame del Consiglio comunale, dopodiché potrà essere bandita la gara per l’individuazione del soggetto che si occuperà dello studio.

 Altra novità in tema di commercio arriva direttamente dalla Regione. Con la nuova legge regionale 38, approvata lo scorso 10 settembre, il gioco d’azzardo è stato finalmente riconosciuto quale ‘disturbo patologico’. Pertanto la Regione attribuisce ai Comuni nuove competenze per contrastare il diffondersi della dipendenza. Tra questi, il riordino della dislocazione delle slot machine sul territorio, riducendone la distanza dai luoghi sensibili. Si passa, infatti, dagli attuali 500 metri in linea d’aria ai nuovi 400 metri pedonali. E oltre a scuole, ospedali, impianti sportivi, luoghi di culto che erano già sotto la ‘tutela’ della normativa, ora la ‘distanza di sicurezza’ comprende anche istituti di credito e sportelli bancomat, così come esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro. Altre novità introdotte dalla legge sono il divieto di oscurare le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco e l’applicazione di restrizioni alla navigazione attraverso la rete wireless pubblica sui siti web per il gioco d’azzardo online. Allo stesso tempo potranno essere studiate delle forme premianti per le attività che non installeranno o toglieranno del tutto i dispositivi di gioco. Infine al comune sarà data la possibilità di prevedere delle sanzioni accessorie per sospendere l'attività tramite apposizione di sigilli agli apparecchi per gioco d'azzardo nel caso di inosservanza della sanzione principale.

 Sul territorio comunale di Verona, a fine 2018, risultavano operative 16 sale videolottery, per un totale di 286 apparecchi. Le slot erano installate anche in 48 tabaccherie, 194 bar, 22 sale gioco, 5 agenzie scommesse, 3 sale bingo, 3 circoli privati, 4 punti corner e 11 negozi gioco, per un totale di 1.306 dispositivi e un volume d’affari di circa 300 milioni di euro.

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