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In città la prima grande esercitazione della Protezione Civile comunale

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Una persona è caduta in Adige con la sua bicicletta all’altezza del ponte di Castelvecchio.

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La chiamata di segnalazione è già arrivata alla centrale operativa della Polizia locale. Le squadre di pronto intervento sono sul posto. Sarà necessario prima liberare la persona incastrata, tagliando la sua bicicletta, e poi riportarla a riva. Il fiume è in piena.

 Fortunatamente, si tratta solo di un’esercitazione. Ma Venerdì mattina alle 6 fino a tardo pomeriggio, oltre 200 volontari della Protezione Civile comunale di Verona sono stati impegnati con droni, unità cinofile, attrezzature speciali nella prima grande esercitazione sul rischio calamità naturali e allerta meteo. Numerosi gli interventi simulati in città. Oltre al recupero del ciclista caduto in acqua a Castelvecchio, viene monitorato ponte Catena, si studiano possibili deviazioni del traffico e vengono controllate le rive del fiume. C’è una possibile esondazione del torrente Lorì da arginare, mentre su tutti i ponti vengono posizionate le paratie.

 L’allerta è massima e, anche se si tratta solo di interventi simulati, l’impegno vede partecipe l’intera Protezione Civile comunale. Tutti sono coinvolti, dalla sala operativa della Polizia municipale, alla Consulta di Protezione civile, con le sue associazioni: Croce Verde, Croce Bianca, Associazione nazionale Carabinieri e Alpini, unità cinofile, Club subacqueo scaligero, sommozzatori e speleologi.

 Le operazioni di “recupero” della persona caduta in Adige, sono state monitorate anche dall’assessore Marco Padovani, dal prefetto Donato Cafagna e dal comandante della Polizia locale e dell’Unità operativa di Protezione civile Luigi Altamura.

 “Le 18 squadre della Protezione Civile comunale – ha detto l’assessore Padovani – si sono sempre distinte per impegno, professionalità e preparazione nell’affrontare situazioni difficili. Lavorano in silenzio, ma sono una forza indispensabile a servizio della nostra città, di cui rappresentano un’eccellenza. Esercitazioni come questa sono fondamentali perché permettono di testare le strumentazioni e la capacità di lavorare insieme da parte delle varie squadre. Ma che il livello raggiunto da questi volontari sia altissimo lo dimostra il fatto che spesso vengono chiamati anche fuori Verona per intervenire in situazioni molto critiche come nel caso del terremoto in Abruzzo o nel Bellunese, a seguito della tempesta Vaia”.

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