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Verona smart city grazie alla nuova fibra ultra veloce

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Grazie alla banda ultra larga, Verona diventa ancora più smart.

smartCityFibra450Utilizzando la nuova rete per la fibra ottica con cui si sta cablando la città, sarà possibile, tra le altre cose, il controllo del traffico o della sicurezza con le telecamere ad alta definizione; permettere alle aziende di realizzare lo smart working e migliorare i servizi che la pubblica amministrazione fornisce on line ai cittadini.

È stato presentato, a palazzo Barbieri, il piano complessivo per costruire la nuova infrastruttura in fibra ottica. I lavori sono partiti lo scorso Febbraio e consentiranno di collegare alla banda ultra larga oltre 100mila abitazioni, attraverso una rete di 700 km. Il progetto prevede il completamento della rete entro la fine del 2019, con il ripristino delle ultime strade interessate dai lavori nei primi mesi del 2020.

Il piano del cablaggio che consentirà di viaggiare a 1 Mega al secondo, è stato presentato dagli assessori al Patrimonio Edi Maria Neri e alle Strade Marco Padovani.

“Verona – ha sottolineato l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri – è la porta del Veneto verso l’innovazione. Grazie all’utilizzo di nuove reti moderne e ultraveloci, ci avviamo a diventare davvero una smart city di livello europeo. Questo è il risultato dell’eccellente collaborazione tra pubblico e privato, in un’ottica di sviluppo innovativo della città e anche di contenimento dei disagi per i cittadini”.

Il piano di sviluppo infrastrutturale, infatti, prevede un ampio riutilizzo delle reti già esistenti di proprietà Agsm, che consentirà di ridurre le attività di scavo per la nuova fibra e di limitare l’impatto e i disagi per i cittadini. Ad oggi, solo il 20% dei 700 km totali di infrastruttura ha avuto bisogno di scavi. Anche il numero degli armadi, uniche infrastrutture non interrate della nuova rete, sarà razionalizzato, così come saranno smaltiti quelli inutilizzati e obsoleti.

“Per quanto riguarda gli interventi sulle strade – ha sottolineato l’assessore Padovani – va ricordato che il ripristino degli scavi avviene sempre in due momenti. Una prima fase in cui si effettua un ripristino parziale e una seconda, entro sei mesi dai lavori, in cui viene steso il manto definitivo. Questo periodo di tempo è necessario per permettere che si manifestino eventuali cedimenti nello scavo. Voglio rassicurare i cittadini che tutti i cantieri sono verificati e nulla viene lasciato in sospeso”.

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