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Verona, tra i clienti del bordello cinese un ragazzo accompagnato dal papà

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La tenutaria rimane in carcere. I vicini ringraziano i carabinieri

auto1 300Peschiera del Garda. Tra i clienti c’era persino un papà che ha accompagnato suo figlio, diciannovenne, aspettando rispettosamente in auto: «Aveva bisogno di fare esperienza», ha detto poi. Ma non era il solo: altri uomini di Peschiera e dintorni erano passati per quell’anonimo appartamento, trasformato in casa di appuntamenti. Una storia di prostituzione che vede una vittima: una quarantenne cinese, senza regolare permesso di soggiorno che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, veniva sistematicamente sfruttata da una sua connazionale. Quest’ultima, 47 anni, è finita in carcere, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ad arrestarla, giovedì pomeriggio, i militari della compagnia di Peschiera che da circa un mese lavoravano a questo caso: secondo le ricostruzioni, la donna avrebbe iniziato l’attività in un appartamento affittato in un residence del quartiere di San Benedetto esattamente un anno fa. Il modus operandi è quello già visti in altri casi del genere: l’agenzia immobiliare che aveva fatto da tramite, così come il proprietario, erano assolutamente ignari di quanto stava accadendo.

Le indagini
Intanto, l’«impresa» veniva pubblicizzata con contenuti espliciti online, specialmente su siti di incontri. Quindi l’appuntamento, chiesto sempre via internet alla «maitresse». Per inchiodare la 47enne, i carabinieri hanno effettuato anche una serie di appostamenti: è stato nel corso di questi che è stato individuato il padre di famiglia che ha accompagnato il figlio poco più che maggiorenne. Persino al momento dell’irruzione da parte degli uomini del nucleo operativo, all’interno dell’appartamento era presente un cliente che stava consumando un rapporto sessuale e uno in attesa del proprio turno: una circostanza che ha permesso di accertare la flagranza del reato. Nelle stanze è stato ritrovato denaro contante, prova dell’attività di prostituzione. L’arresto è stato convalidato su disposizione del giudice per le indagini preliminari, Luciano Gorra: la donna, difesa dall’avvocato Fabiana Treglia, si è avvalsa del diritto di non rispondere. I carabinieri stanno lavorando a ulteriori accertamenti per definire anche la posizione di altre persone, italiane e straniere ritenute coinvolte nel caso. Quel che è certo è che l’attività dell’appartamento non era gradita dai vicini, che fin da subito hanno collaborato con i militari. E ieri, quando questi sono tornati all’appartamento, per un ulteriore sopralluogo, hanno trovato un biglietto attaccato alla porta vicina, sul quale c’era scritto, a mano, una sola, eloquente parola: «Grazie».

L’ultimo arresto di questo tipo, sempre a Peschiera, risale a fine marzo: anche allora finì in manette una cittadina cinese, di 45 anni: quell’episodio ha fatto scattare ulteriori indagini che hanno portato a scoprire questo nuovo caso di sfruttamento. (Corriere.it)

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