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Verona, 18 colpi da Mantova a Padova: presa la banda delle rapine in villa

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Quattro marocchini e un romeno fra i 20 e i 30 anni sono stati arrestati, sono ritenuti responsabili di azioni violente e furti in appartamento

Piede di porco, bastoni e, in alcuni casi, persino una pistola. Non aveva scrupoli la banda di malviventi che per mesi e mesi ha letteralmente seminato il panico tra le villette e le abitazioni isolate della Bassa Veronese e del Mantovano, senza disdegnare qualche puntata pure nel Padovano. Un sodalizio interetnico, sul quale i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Legnago indagava da almeno due anni e che nella giornata di venerdì ha subito l’ennesimo colpo con cinque arresti. Nei guai sono finiti quattro marocchini e un romeno, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di 18 rapine in abitazione e 11 furti messi a segno tra l’estate del 2017 e il dicembre del 2018.

 L’ultimo colpo
 L’ultimo colpo, era stato quello dello scorso 16 dicembre, quando in tre avevano fatto irruzione in una villetta di Ca’ degli Oppi malmenando la proprietaria per costringerla a rivelare loro dove fosse la cassaforte. Per risultare ancor più minacciosi, i banditi avevano sfilato i pantaloni alla poveretta, minacciandola di stuprarla dopo averle puntato una pistola alla testa. Lei era riuscita ad affacciarsi alla finestra e a gridare a squarciagola, mettendoli in fuga. E i carabinieri, che erano già in zona per un servizio specifico dovuto all’escalation di furti registrata nei giorni precedenti, avevano dato vita a un inseguimento con l’auto dei banditi, intercettata all’altezza di San Giovanni Lupatoto.

 L’arresto in flagranza
 Per un romeno di 24 anni, V.V.H., era scattato l’arresto in flagranza e venerdì si è visto notificare in cella l’ordinanza che lo vede responsabile di una serie di altri colpi. Anche il marocchino M.M era già in cella, arrestato ad agosto per la violenta rapina messa a segno a Goito (Mantova) dove insieme ai complici aveva malmenato due fratelli. Gli altri tre complici, tutti marocchini, sono stati trovati nel Veronesi e portati in cella: tra loro anche T.H., ritenuto responsabile del blitz a Ca’ degli Oppi di dicembre. «Dopo quell’arresto in flagranza del soggetto romeno, l’attività predatoria dei soggetti è nettamente diminuita - ha ricordato il comandante della compagnia di Legnago, Lucio De Angelis -, ma le indagini ora proseguono». (Corriere.it)

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