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Baby sitter sequestrata e violentata: c’è un’altra vittima

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Nuovo ordine d’arresto per marito e moglie: nel cellulare di lui il video degli abusi. «La donna fu torturata»

Spunta una nuova denuncia, anche in questo caso pesantissima, contro Mirko Altimari e la moglie Giulia Buccaro: 28 anni lei, 31 lui, da metà gennaio si trovano in cella a Montorio per aver sequestrato e violentato una baby sitter di 20 anni che cercava lavoro e invece avrebbe vissuto «le due ore più terribili» della sua vita. Un’accusa raccapricciante, a cui adesso se ne aggiunge un’altra ugualmente grave: i coniugi veronesi, stando a quanto contesta loro il pm Valeria Ardito, avrebbero riservato lo stesso «trattamento» a una seconda vittima. Si tratterebbe in questo caso di una loro conoscente, una giovane donna nei cui confronti avrebbero commesso, oltre ai reati di sequestro di persona e violenza sessuale (di cui già rispondevano per la vicenda della baby sitter), anche quello di tortura.

 Accuse tremende
 Un quadro accusatorio tremendo, quello ipotizzato contro la coppia nella nuova ordinanza di custodia cautelare che nelle scorse ore è stata notificata loro in carcere. A firmarla su richiesta del pm Ardito, anche in questo caso, è stato il gip Paola Vacca che venerdì mattina si è recata a Montorio per sottoporli all’interrogatorio. Entrambi, tuttavia, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere come del resto avevano già fatto all’indomani del loro arresto per il sequestro della baby sitter. «Riguardo a questa nuova accusa, preannuncio subito che - ha commentato ieri l’avvocato Fabiana Treglia, che assiste Altimari - proporremo ricorso davanti al Tribunale del Riesame». Ad aggravare ulteriormente la posizione dei coniugi, contribuirebbe un video trovato dalla polizia su uno dei telefonini sequestrati al marito: nel filmato sarebbe documentata in tempo reale proprio la violenza sulla seconda vittima. Abusi a cui, contrariamente all’episodio della baby sitter dove avrebbe fatto «da palo», stavolta avrebbe preso parte in prima persona anche la moglie.

 I fatti
 La notte tra l’10 e il 11 gennaio scorsi, la baby sitter invece sarebbe stata obbligata dal solo Altimari a «praticargli un rapporto orale» tenendola immobilizzata «con un taglierino puntato» al viso: «Se non stai zitta e non fai quello che ti dico - l’avrebbe minacciata il 31enne - ti rigo la faccia... Ti massacro di botte... Ti rovino». Parole e dettagli da brividi, quelli svelati dalla denuncia della studentessa di 20 anni sequestrata dai due coniugi dopo aver risposto al loro annuncio- trappola su internet per un lavoro da baby sitter. Quando finalmente riuscì a scappare, fu lei stessa a raccontare alla Squadra mobile la spirale di violenza e terrore in cui si era trovata prigioniera tra le 23 e l’1.30 di quella notte da incubo. Centocinquanta minuti di paura in cui - si ricostruisce nel pesante atto d’accusa - la giovane universitaria sarebbe stata «costretta a compiere atti sessuali», a «subire baci, palpeggiamenti al seno e al sedere» e a praticare ad Altimari «un rapporto orale».

 Nuovi dettagli
 Mentre tutto ciò accadeva, la Buccaro «stava in disparte»: lei e il marito avrebbero portato in auto la ventenne in aperta campagna, nei pressi di un casolare a Poiano, e sui sedili della vettura Altimari le avrebbe usato «violenza, consistita nello strapparle dalle mani il cellulare e nel farla denudare dalla cintola in su». Lui le avrebbe intimato più volte di spogliarsi, mentre la baby sitter rifiutava con tutte le sue forze. A quel punto Altimari le avrebbe detto: «Guarda che ti uccido». L’avrebbe minacciata di morte se non si fosse piegata alle sue pretese di sesso e perversione, «fotografandola» mentre abusava di lei, «e minacciandola che, se avesse riferito il fatto o sporto denuncia, avrebbero pubblicato sui social le immagini». Ora si scopre che la coppia l’avrebbe fatto (almeno) un’altra volta. (Corriere.it)

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