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Bancarotta fraudolenta: GdF arresta due veronesi

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Arrestati dai militari della Guardia di Finanza di Verona l’amministratore di diritto e l’amministratore

autoAgente400di fatto di una nota società cittadina operante nel settore del noleggio e della compravendita di autovetture di lusso; i due sono accusati del reato di bancarotta fraudolenta aggravata. Entrambi sono stati raggiunti nella mattinata del 21 Novembre scorso presso la loro abitazione dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della città scaligera, che gli hanno notificato un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Verona Giuliana Franciosi su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Diletta Schiaffino.

Per il primo, un 60 enne originario della provincia di Verona, è stata disposta la custodia in carcere; nei confronti dell’altro soggetto, una donna 51 enne anche lei della stessa provincia, il giudice ha invece disposto la misura degli arresti domiciliari. I suddetti provvedimenti giudiziari giungono al termine di una complessa attività d’indagine che i Finanzieri hanno denominato Ghost Cars, proprio in ragione del fatto che i due indagati, una volta stipulato il contratto di noleggio e ottenuto il relativo pagamento di anticipo e deposito cauzionale dai rispettivi clienti, non consegnavano le autovetture prenotate, fornendo indicazioni ingannevoli circa la disponibilità e tempi di consegna degli stessi autoveicoli.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che i predetti soggetti, come detto nelle rispettive vesti di amministratori della società, hanno cagionato o comunque concorso a cagionare il dissesto dell’impresa - nel frattempo dichiarata fallita dal Tribunale di Verona lo scorso Aprile - compiendo atti di disposizione dei beni sociali. E ciò, in particolare, sia con riguardo a buona parte del parco auto, destinando 47 autovetture, del valore dichiarato di oltre 740mila euro, ad un’altra società costituita ad hoc, operante nello stesso settore; sia mediante la stipula di un contratto di affitto di ramo d’azienda, ad un prezzo notevolmente inferiore al reale, con una società cooperativa rappresentata da una testa di legno e di fatto gestita dai due arrestati. La Guardia di Finanza contrasta con particolare determinazione i reati fallimentari, al fine di consentire la restituzione di quanto dovuto a tutti i creditori delle società fatte fallire illegalmente.

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