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«Liberi di passeggiare con chi vogliamo»: centinaia in piazza contro l’omofobia

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Colori, slogan, striscioni, palloncini. Ma, soprattutto, mano nella mano.

All’afa di un sabato agostano, erano almeno in 600 (secondo la Questura, mille per gli organizzatori) sabato pomeriggio a sfilare in corteo attraverso «la città dell’Amore». Da piazza Bra a via Oberdan, e poi Corso Cavour, piazza Erbe, fino a piazza dei Signori. Tutti a manifestare «in difesa di Andrea e Angelo», la coppia gay aggredita due sabati fa «per l’imperdonabile colpa di camminare sul Liston tenendoci per mano» .Ma, come hanno sottolineato al megafono i promotori, «con questa nostra passeggiata simbolica rivendichiamo innanzitutto il diritto a camminare in compagnia di chi vogliamo, a tenerci per mano con chi decidiamo noi, a baciarci con chiunque in totale libertà»
 Il corteo

 E così in centinaia Sabato hanno urlato il loro coro di «no a ogni forma di intolleranza, di omofobia, di razzismo, di pregiudizio, di sessismo». Incuriositi e interessati, sono stati numerosi i veronesi ma anche i turisti che si sono avvicinati per chiedere informazioni: più di qualcuno ha anche applaudito l’iniziativa, mentre i promotori distribuivano il volantino multilingue per invitare tutti «mano nella mano contro l’omofobia», «hand in hand against homophobia», «main dans la main contre l’homophobie», «hand in hand genen homophobie». Pochi momenti di tensione solo quando, all’avvio del corteo, si è avvicinato uno sparuto gruppetto di facinorosi: maglietta nera, si sono rivolti con toni aggressivi all’indirizzo dei partecipanti, ma l’immediato intervento degli agenti della Questura che hanno vegliato sul regolare svolgimento della manifestazione ha subito convinto gli improvvisati contestatori ad allontanarsi e non disturbare ulteriormente il pacifico corteo.

 Le associazioni presenti

 Dall’Assemblea 17 dicembre al circolo Pink, da Non una di meno all’Arcigay, da Liberi e Uguali ad Azione antifascista, da Potere al popolo a Rifondazione comunista: a sfilare con gli organizzatori del gruppo di associazioni riunite sotto la sigla «Veronesi Aperti al Mondo», c’erano Michele Bertucco di Sinistra in Comune e alcuni esponenti del Pd come Luigi Ugoli, Elisa La Paglia, Federico Benini. Assente la maggioranza: «Si dicono solidali a parole, ma nei fatti - hanno attaccato Diego Zardini (Circolo Pink) e Zeno Menegazzi (Arcigay) - sono loro a fomentare l’intolleranza». E poi si è aggiunto il Migranti group, che ha colto l’occasione munito di bandiera per sollecitare «casa, lavoro, documenti a tutti, con pari diritti». Sotto i flash, «felici di ricevere tanta solidarietà» si sono detti i protagonisti, Andrea e Angelo: «Da quando siamo usciti allo scoperto e abbiamo denunciato di aver subìto quell’aggressione, ci troviamo però ad avere più paura di prima. Riceviamo minacce e insulti sui social, prima camminavamo dandoci la mano tranquilli. Dopo quella sera, invece, ci voltiamo indietro nel timore di essere seguiti o nuovamente presi di mira. Non deve accadere più». E in centinaia lo hanno chiesto con loro. (Corriere.it)

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