Veronaoggi.it

Pubblicità

Verona: giudici ordinano al sindaco di riconoscere i due padri di un bimbo

Pin It

Il sindaco di Verona dovrà trascrivere l’atto di nascita con due padri di un bimbo nato in Canada con la

maternità surrogata: lo ha stabilito la Corte di appello di Venezia (competente per la città scaligera) a cui si erano rivolti i genitori del piccolo. «Ancora una volta dei giudici affermano che l’ordinamento italiano è tenuto a recepire i provvedimenti stranieri con cui si riconoscono entrambi i padri — dice l’avvocato di Trento Alexander Schuster, che ha assistito la coppia —. Non solo, stabiliscono anche che non costituisce un problema se i due genitori sono dello stesso sesso perché l’ordinamento italiano già contempla l’omogenitorialità nel caso dei genitori che cambiano sesso. E infine rimarcano che il ricorso a tecnica di fecondazione assistita lecite all’estero ma non consentite in Italia non può rappresentare una ragione per negare la tutela del bambino che da queste tecniche è nato».

 Il bambino infatti è nato tre anni fa grazie alla gestazione per altri ed è stato concepito con il seme di uno dei due uomini (che si sono sposati sempre in Canada), e l’ovulo di una donatrice. La legge sulla maternità surrogata canadese permette il riconoscimento della doppia paternità in due tempi: l’atto di nascita del bimbo era stato dapprima redatto con solo il padre biologico, poi i due papà italiani «a seguito del ricorso presso la Corte Suprema della British Columbia » hanno ottenuto «una sentenza nella quale si dichiarava — ricostruiscono i magistrati di Venezia nell’ordinanza — che entrambi i ricorrenti sono genitori del minore, mentre né la donatrice dell’ovocita, né la cosiddetta madre gestazionale sono madri del medesimo, e, conseguentemente, l’atto di nascita veniva in tal senso emendato». Poi i papà si sono rivolti all’anagrafe del Comune di Verona, che però ha rifiutato di correggere l’atto che conteneva un solo genitore. La coppia a quel punto ha fatto ricorso alla Corte di appello.

 I giudici di Venezia hanno così sancito di non potersi opporre alla legge canadese «che legittima l’attribuzione della cogenitorialità anche al coniuge del genitore biologico, pur in assenza dei presupposti della paternità, trattandosi di soggetti dello stesso sesso» e che avere due genitori dello stesso sesso non è contrario all’ordine pubblico (come invece sostiene chi si oppone ai riconoscimenti) «posto che nel nostro ordinamento è contemplata la possibilità che il minore abbia due figure genitoriali dello stesso sesso nel caso in cui uno dei genitori abbia ottenuto la rettificazione dell’attribuzione di sesso». Infine hanno ricordato che il divieto di maternità surrogata previsto in Italia, come già rilevato dalla Cassazione, è «frutto di una scelta discrezionale del legislatore stesso e non esprime principi fondanti a livello costituzionale che impegnino l’ordine pubblico». Non può dunque impedire di «assicurare al minore la conservazione dello status e dei mezzi di tutela di cui possa validamente giovarsi in base alla legislazione nazionale applicabile, e in particolare del diritto al riconoscimento dei legami familiari e al mantenimento dei rapporti con chi ha legalmente assunto il riferimento della responsabilità genitoriale».

 I magistrati di Venezia non sono i primi a stabilire che devono essere riconosciuti entrambi i padri di bambini nati con la gestazione per altri all’estero: è successo per la prima volta a Trento nel 2017, e poi ancor a a Roma e a Venezia: «Tutti i giudici che si sono pronunciati sulla questione, a mia conoscenza — conclude Schuster — si sono espressi a favore». (Corriere.it)

Veronaoggi.it è un prodotto della testata giornalistica WEBITALYNEWS
Direttore responsabile Jr. Ennio Pedrini
Direttore editoriale Marco Camilli
Registrazione Tribunale di Aosta N° 01/05 del 21 Gennaio 2005
P.IVA 01000080075

Contatti

Pubblicità
Pubblicità