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Cultura e teatro al centro dell'incontro con Corazzari

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Un incontro informale, per avviare un rapporto di proficua collaborazione tra Comune e Regione, al fine di

lavorare insieme per un ulteriore sviluppo culturale della città di Verona e, in particolar modo, per la valorizzazione delle diverse realtà teatrali scaligere. È quello che si è tenuto nei giorni scorsi tra il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari.

 “Abbiamo accolto volentieri la richiesta di incontro della Regione, per avviare un dialogo che prima mancava – ha sottolineato Briani -. Si è parlato delle tante attività culturali veronesi e delle nostre stagioni teatrali, rassegne che hanno un forte riconoscimento in termini di pubblico e stampa a livello nazionale e internazionale e che, insieme alla Regione, potremmo valorizzare anche di più. Grazie alla rete di relazioni istituzionali che stiamo tessendo, il cartellone shakespeariano estivo e la rassegna invernale potrebbero avere un maggior sostegno sia regionale sia ministeriale. Questa mattina abbiamo potuto riscontrare che Verona è al centro dell’interesse della Regione, che riconosce alla nostra città una valenza culturale unica. L’impegno dell’assessore Corazzari è stato quello di condividere, nei mesi a venire, un metodo di lavoro in grado di mettere in luce il patrimonio culturale e le grandi potenzialità artistiche della nostra città, valorizzandoli all’interno del panorama regionale e nell’ottica di un rilancio nazionale e internazionale. In questo modo, finalmente, portiamo la cultura veronese fuori dalle mura cittadine”.

 “L’incontro con il sindaco Federico Sboarina e con l’assessore Francesca Briani è stato interessante e proficuo – ha spiegato Corazzari -. Abbiamo ragionato sull’impegno della Regione Veneto a sviluppare la Città di Verona come una delle capitali europee della cultura. In particolare abbiamo preso in considerazione l’importante realtà teatrale scaligera, definendo con la Regione un metodo di lavoro che sappia sviluppare la crescita delle grandi potenzialità nazionali e internazionali di una piazza decisiva come quella veronese. Ciò è tanto più importante se si ragiona in termini di relazione con lo Stato Centrale non più come sudditi di una periferia dell’impero, ma come protagonisti di una rinnovata autorevolezza dell’intero sistema Veneto e, forse del Nordest. In questo senso, le sinergie dell’intero tessuto culturale regionale saranno preziose e, credo, indispensabili”.

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