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Già avviate 20 convenzioni di cittadinanza attiva

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Presentato il volume dell'Università

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L’ultimo, in ordine temporale, è quello che riguarda Villa Are e i suoi terreni, con vigneto e uliveto, che saranno gestiti da un comitato che se ne prenderà cura e li terrà aperti alla cittadinanza.

 Ma i patti di sussidiarietà siglati a Verona hanno già superato la ventina ed altri 10 sono in fase di definizione. Si tratta di uno strumento innovativo, introdotto di recente ma che sta riscuotendo molto consenso tra le associazioni ma anche tra privati cittadini. Grazie infatti ad un nuovo approccio della gestione del bene pubblico, i cittadini possono partecipare volontariamente alla valorizzazione del proprio territorio, diventando protagonisti della comunità.

 Tra i patti già in essere, quelli per la gestione degli spazi esterni di Forte Gisella; tra Comune e Commissione sostenibilità dell’Università per il progetto intitolato “Il mio Capitale Verde: investire in conoscenza e nell’ambiente”; tra Comune e Oratorio della Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo, a Parona, per la manutenzione e la gestione del parco di Villa Monastero”; tra il Comune e il Gruppo Alpini S. Lucia per la gestione della sala principale della Baita Alpini, all’interno del parco giochi Il Delfino Blu. Tra i più recenti, la concessione di alcuni spazi di Forte Lugagnano per iniziative espositive e l’accordo con alcuni cittadini privati che si sono offerti di tenere in ordine l’area verde del parco dell’Adige Nord, circa 200 mila metri quadrati di terreno, in cambio di poter utilizzare l’erba sfalciata per dare da mangiare al bestiame.

 Come si vede, sono molteplici gli ambiti di interesse toccati dalle iniziative di sussidiarietà, dalla cura di spazi e immobili pubblici ad azioni in campo sociale, culturale e ambientale. Un capitolo a parte meritano le iniziative scolastiche, con genitori che in più istituti si sono resi disponibili ad affiancare l’Amministrazione in piccoli lavori di manutenzione ordinaria, per rendere più belle e confortevoli le scuole e le aule dei propri figli. Tinteggiature, sostituzioni di tapparelle rotte, piccoli lavoretti che, senza il contributo dei cittadini, verrebbero effettuati più in là nel tempo, non essendo di carattere emergenziale e comunque soggetti ad una serie di passaggi burocratici.

 Un numero di iniziative destinato a crescere, importante se si considera che il principio della sussidiarietà orizzontale, sancito dall’art.118 della Costituzione, nel Comune di Verona è stato istituito di recente con l’approvazione dell’ apposito regolamento comunale, approvato dal Consiglio il 2 Marzo 2017.
 Un istituto, quello dei patti di sussidiarietà, che sta prendendo piede anche in altre città come Milano e Torino e sui cui diverse Istituzioni e realtà cittadine stanno dimostrando un crescente interesse.

 Lo dimostra il volume fresco di stampa dal titolo “La Città come bene comune”, a cura del professore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona Tommaso dalla Massara e dalla dott.ssa Marta Beghini, realizzato con il contributo del Dipartimento Scienze Giuridiche e della Scuola di Dottorato in scienze giuridiche ed economiche.
 Nel testo, giuristi ed economisti interpretano il tema del bene comune in relazione alla città, sulla base del principio che un bene, sia esso pubblico o privato, se ha un valore collettivo può essere gestito dalla comunità.
 Partendo da alcuni esempi nazionali, il volume porta il dibattito a livello locale, illustrando una serie di proposte concrete attuabili in diversi ambiti cittadini.

 Il libro, presentato oggi in municipio, ha fornito l’occasione per fare un bilancio sulla sussidiarietà a Verona e sui possibili sviluppi a vantaggio della comunità.

 Un tema trasversale, che interessa diversi ambiti cittadini. Ecco perché c’erano ben tre assessori in sala Arazzi, interessati ciascuno, per le proprie deleghe, ad approfondire l’argomento e a valutarne nuove opportunità.

 Le azioni di sussidiarietà sono consultabili sulle sito del Comune.

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Direttore editoriale Marco Camilli
Registrazione Tribunale di Aosta N° 01/05 del 21 Gennaio 2005
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