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Verona. Stop dei giudici: è fallita Melegatti

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Melegatti è fallita. Nel pomeriggio di martedì il tribunale di Verona ha messo la parola fine alla tormentata vicenda della storica azienda dolciaria scaligera.

L’estremo tentativo di salvataggio, tentato dal fondo americano De Shaw Co, non ha portato l’esito sperato e i giudici del collegio, presieduto da Silvia Rizzuto, non hanno potuto far altro che accettare l’istanza di fallimento presentata nell’udienza di venerdì scorso dal pm Alberto Sergi. Il debito della società ammonta a circa 50 milioni. La sentenza dei giudici, in realtà, non era inattesa. Dopo che la società dolciaria non era stata in grado di presentare il piano di concordato entro il 7 maggio, data fissata da mesi, le possibilità di evitare il fallimento erano davvero ridottissime. Quello del fondo americano era un tentativo estremo e giunto dopo una sequela di altri tentativi (tra cui quello del fondo maltese Abalone e della trevigiana Hausbrandt) naufragati dopo che i potenziali investitori non erano riusciti a trovare l’accordo con i soci.

 Gli ultimi sei mesi
 La crisi di Melegatti si è aggravata negli ultimi mesi, ma da anni l’azienda dolciaria viveva tra gravi difficoltà. Le decennali liti tra le famiglie Ronca e Turco per il controllo della società avevano indebolito l’azienda. In più, il fatto di non aver investito nei dolci continuativi (o di averlo fatto molto in ritardo) ha aggravato una situazione finanziaria già difficile. Oggi alla proprietà, guidata dalla presidente Emanuela Perazzoli, resta il poco invidiabile esito di aver portato al fallimento l’azienda che ha inventato il pandoro. “Chi fallisce oggi è la proprietà di Melegatti – ha sottolineato Maurizio Tolotto di Fai Cisl Verona – non certo i lavoratori che si sono sempre battuti per salvare l’azienda”. Melegatti era stata fondata dal pasticcere Domenico Melegatti nel 1894: sopravvissuta alle guerre mondiali, ma non agli ultimi anni di cattiva gestione. Fra dipendenti (70), stagionali e addetti, perdono il lavoro 350 persone.

 Zaia: confronto col commissario
 «Stiamo seguendo, come sempre ormai da settimane, la situazione della Melegatti passo dopo passo. Ora attendiamo il commissario per un primo confronto». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta la decisione del Tribunale di Verona di dichiarare il fallimento della Melegatti. «Avvieremo quanto prima - spiega - un confronto che consenta di garantire quelli che sono obiettivi irrinunciabili, come mantenere l’attività produttiva e quindi i mercati di riferimento, salvaguardare l’occupazione, mantenere in vita un marchio storico e una azienda simbolo del Veneto e delle sue tipiche produzioni dolciarie». «Su questo - conclude Zaia - posso fin d’ora garantire che la Giunta regionale metterà tutto il suo impegno». (Corriere.it)


In relazione al fallimento della Melegatti, il sindaco del Comune di San Martino Buon Albergo Franco De Santi esprime "profondo dispiacere per questo epilogo. Con l’apertura dello stabilimento di San Martino Buon Albergo si erano generate molte aspettative per il nostro territorio, in particolare da un punto di vista occupazionale. Ho seguito da vicino l’evolversi della vicenda, anche in occasione degli incontri organizzati in prefettura, durante i quali ho evidenziato la necessità che venisse salvaguardato il marchio Melegatti, che andava preservato al di là dei problemi societari. Il mio pensiero va a tutti i dipendenti storici dell’azienda e a coloro che in prospettiva avrebbero potuto lavorare nello stabilimento di San Martino Buon Albergo. Mi auguro che dal fallimento nasca la volontà da parte dei possibili nuovi acquirenti di non dividere le attività dell’impianto produttivo, preservando il marchio Melegatti. Così facendo potranno essere tutelati in misura maggiore gli attuali lavoratori”.

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