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Gli albergatori veronesi a sostegno di Fondazione Arena

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Nuova Aida con l'Art Bonus. Sindaco: "Segno di fiducia nel nostro progetto di rilancio"

arenaPLuce nuova per l’Aida. Quest’anno, infatti, l’edizione storica del 1913 si arricchisce di novità scenografiche e di illuminazione, per continuare ad emozionare il suo affezionato pubblico.

 Un restailing possibile grazie al contributo economico (100 mila euro) versato da numerose imprese alberghiere veronesi che, in modo autonomo e individuale, hanno scelto di utilizzare l’Art Bonus per realizzare questo progetto.

 E’ la prima volta che imprenditori veronesi scendono in campo a fianco di Comune e istituzioni per sostenere la mission di Fondazione Arena. Una dimostrazione concreta della fiducia che Cooperativa Albergatori Veronesi ripone nei confronti del programma di risanamento e rilancio della Fondazione avviato dall’Amministrazione, e della consapevolezza di quanto l’indotto del festival lirico sia fondamentale per la città.

 Ora si punta a far si che l’Art Bonus diventi strutturale, uno strumento che permetta a più realtà del territorio di contribuire in modo efficace al rilancio di Fondazione Arena, perché maggiore qualità degli spettacoli significa più pubblico, e quindi più ricchezza a vantaggio di tutti i comparti economici cittadini.

 “Verona senza Fondazione Arena sarebbe un’altra città – ha detto il sindaco Federico Sboarina, al centro dell’anfiteatro insieme ai protagonisti dell’iniziativa-. E le categorie non solo l’hanno capito, ma hanno visto dentro al nostro progetto di rilancio, che si basa su una visione manageriale dell’ente lirico, la cui gestione è stata affidata a persone di altissimo profilo, oltre che qualificate e competenti. E’ fresca di oggi la notizia che anche il Teatro Scala di Milano intende investire su dirigenti con profili specifici e adeguati al ruolo, cosa che noi abbiamo fatto un anno e mezzo fa, scegliendo uno straordinario soprano come sovrintendete e direttore artistico, e un manager come direttore generale. I risultati ci danno ragione, in termini di pubblico e biglietti venduti ma anche e soprattutto con la fiducia e il consenso che riscontriamo tra le istituzioni e le realtà economiche cittadine, sempre più in sinergia per il bene della comunità”.

 “Tutti uniti per Fondazione Arena!”, esclama il sovrintendente Cecilia Gasdia, in una stretta di mano collettiva con il sindaco e gli albergatori.
 “E’ con viva soddisfazione, orgoglio e fiducia che ricevo questo reale sostegno da parte di numerose imprese alberghiere della città.”

 L’iniziativa con gli albergatori, come già ricordato dal Sovrintendete Gasdia, era stato avviato l’anno scorso da Corrado Ferraro, manager della Fondazione Arena, scomparso in estate a causa di un incidente stradale. Il nuovo allestimento dell’Aida, sarà dedicato a lui.


 Nuovo allestimento dell’Aida del 1913.
 Quest’anno l’edizione storica 1913 di Aida trova spazio nel cartellone areniano per 16 serate fino a concludere il Festival 2019 il 7 settembre in una versione che si arricchisce di alcune novità scenografiche. De Bosio, inesausto ricercatore, ha approfondito ancora le indagini sui documenti originali e si è convinto della necessità di rivisitare parzialmente la scena del secondo quadro del primo atto “il tempio” e del terzo atto “il Nilo”. Sono soluzioni non solo esteticamente più accattivanti, che certamente il pubblico amerà, ma anche filologicamente più aderenti allo spirito del mondo egiziano che Giuseppe Verdi ed il librettista Antonio Ghislanzoni hanno riscoperto e proiettato nella modernità. Anche sul versante illuministico sono state apportate delle novità: De Bosio è infatti parzialmente intervenuto sul disegno luci grazie al sostegno decisivo del suo storico collaboratore areniano Paolo Mazzon, affinché tale affresco storico sia sempre più godibile ed affascinante agli occhi del pubblico. Uno degli elementi di novità riguarda l’utilizzo di nuovi apparecchi illuminotecnici: moving light da 1700w, che permettono di intensificare in maniera significativa la luminosità. Questa aumentata potenza, coniugata con una diversa posizione degli apparecchi sulla cavea, che rende possibile nuovi angoli di incidenza dei fasci luminosi, riuscirà a restituire con ancora maggiore nitidezza il disegno cromatico originale del Fagiuoli reinterpretato da De Bosio.

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