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La nuova frontiera del welfare in azienda: permessi pagati per curare gli animali

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Dal primo gennaio, da quando è entrato in vigore il nuovo contratto integrativo, ne hanno approfittato in due.

ballBeverageFabbricaNO350Non si sa se per accompagnare Fido dal veterinario o se fare il vaccino contro la leucemia felina a Kitty. L’accordo aziendale non prevede limitazioni in quanto a specie: se un dipendente ha un animale domestico, qualsiasi esso sia, ha diritto a otto ore di permesso all’anno.

È quanto accade alla Ball Beverage di Nogara, paese della Bassa Veronese: una multinazionale del packaging (produce soprattutto lattine) che lavora con i colossi mondiali, a partire dalla Coca Cola (che ha un’importante sede proprio a Nogara) per arrivare a marchi come Peroni, Carlsberg, Nestlé e molti altri. Si tratta della prima realtà, in Veneto, a prevedere una possibilità del genere e la scelta ha fatto, inevitabilmente, rumore.

 A dirla tutta, per molti dipendenti (in tutto se ne contano 150) è stata quasi una sorpresa. L’idea sarebbe arrivata dal settore delle risorse umane dell’azienda. Dal management dunque. «Ci siamo confrontati con altre realtà che stanno investendo molto sul welfare aziendale — afferma Enrico Bassi, per l’appunto a capo dell’Hr nell’azienda nogarese — e importato un modello sperimentato altrove. Ma siamo sicuramente gli unici nel nostro territorio ad aver fatto una proposta simile». (Corriere.it)
(immagine Google map)

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