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Accademia Belle Arti: restaurato dipinto "Madonna con Bambino e Santi"

Domenica 3 Dicembre, alle ore 16,45 nella Chiesa dei Padri Filippini, sarà presentato il dipinto “Madonna con Bambino

madonnaSantiPrimaRestauro400e Santi Francesco di Sales, Carlo Borromeo e Giovanna Francesca di Chantal” di Giuseppe Buffetti, interamente restaurato dall’Accademia di Belle Arti di Verona.

 La presentazione, nella Chiesa di San Fermo Minore (conosciuta anche come Casa dei Padri Filippini Santi Fermo e Rustico, Via Filippini 16), si terrà tra il Primo e il Secondo Atto del Concerto “Miniature”, con inizio alle ore 16.00, che si svolge all’interno dell’annuale ciclo di concerti di musica sacro-religiosa Aben-dmusiken, giunto alla sua XXXVIII edizione.

 L’opera, restaurata dagli allievi della Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Verona, coordinati dalla prof.ssa Laura Rivali, restauratrice e docente di Restauro dei manufatti dipinti su supporto tessile 2 con la supervisione della dott.ssa Maristella Vecchiato, Funzionario storico dell’Arte per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo, sarà in quest’occasione restituita alla Chiesa e ai cittadini.
 Il lavoro di Restauro, realizzato all’interno della Convenzione con la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, iniziato il 15 Gennaio 2016 e conclusosi nell’ottobre 2017, è stato finanziato dal contributo dei Consiglieri della precedente Amministrazione del Comune di Verona, Marisa Brunelli e l’Avv. Luigi Castelletti.

 L’intervento conservativo e di valorizzazione dell’opera è stato preceduto da un’attenta fase di studio e ricerca sulle peculiarità dei materiali costitutivi e sui fenomeni di degrado in essere, durante la quale si è subito presentato il problema del restauro eccessivamente invasivo al quale l’opera era stata precedentemente sottoposta – infatti dopo i bombardamenti del 4 gennaio e dell’8 marzo 1945, che hanno interessato anche la Chiesa dei Padri Filippini, le opere superstiti sono state restaurate e probabilmente collocate nella vicina Chiesa di San Giacometto sino al termine dei lavori di ricostruzione della Chiesa.

 Quando l’opera è giunta nei laboratori dell’Accademia si trovava in condizioni particolarmente critiche, proprio a causa dell’intervento di restauro non idoneo al quale era stata in passato sottoposta.

 Il supporto era interessato da evidenti deformazioni, causate soprattutto da un intervento di foderatura che occultava la tela originale. Sul verso si riconoscevano inoltre delle sagome di forma regolare, che facevano supporre la presenza di toppe interposte tra il supporto originale e il supporto ausiliario, composte da diversi materiali impropri tra cui spicca carta di giornale. La superficie pittorica, inoltre, risultava alterata da un film di finitura non originale, ingiallito e lucido, che impediva una corretta lettura dell’opera.

 Per l’opera di restauro è stato quindi necessario eliminare le tracce del lavoro precedente, togliendo la foderatura e i rattoppi artigianali, oltre al colore che era stato apposto non solo sulle toppe, ma anche sul dipinto originario.
 Dopo il consolidamento e l’asportazione dello sporco e del sottile film ingiallito sono state reintegrate le lacune con materiali compatibili adatti al restauro ed è stato colmato il ritocco pittorico in modo riconoscibile, avvalendosi della tecnica del puntino.

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