Utilizziamo cookies per migliorare la vostra esperienza sul nostro sito. Continuando a visitare questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

Accademia Belle Arti Verona: restauro cappella chiesa S. Anastasia

Gli studenti dell’ultima annualità del percorso PFP2  della Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Verona,

restauroChiesaSAnastasia600

sotto la direzione della prof.ssa Giovanna Jacotti, si stanno occupando degli interventi di restauro del polittico ligneo policromo e dorato di Cappella Cavalli, all’interno della Chiesa di Sant’Anastasia, durante l’attività curriculare e con un cantiere-scuola estivo che interagisce con turisti e visitatori.

I lavori, iniziati nel 2016, a causa di gravi sollevamenti nella predella e nelle superfici bidimensionali, che comportavano il rischio di crolli strutturali e conseguente perdita di un’opera importante di una delle principali Chiese della Città, saranno terminati durante l’Anno Accademico 2017/2018,.
La conoscenza e la tutela delle arti del nostro territorio sono attività fondamentali per l’Accademia veronese. Il restauro della Cappella, intervento imprescindibile per la sua conservazione e per la restituzione alla città, si sta rivelando occasione di studio fondamentale per gli studenti.

Il restauro conservativo in atto sarà, inoltre, oggetto delle tesi delle studentesse Giuliana Capasso, che si sta occupando delle superfici bidimensionali, Francesca Lenzi, che sta lavorando sulla statua di San Girolamo e Irene Mozzo, che approfondirà il lavoro sulla statua del Cristo portacroce.

restauroChiesaSAnastasia1 600

La Cappella, la prima a destra della zona absidale della Chiesa di Sant’Anastasia, nasce nel 1375 per volontà di Nicola, Giacomo e Pietro Cavalli. L’altare ligneo della Cappella, come si nota dall’iscrizione, è stato costruito nel 1510. L’autore del polittico risulta ignoto, mentre i dipinti della predella sono attribuiti alla Bottega di Liberale da Verona. Dallo studio degli studenti dell’Accademia, la predella è attribuibile a un pittore, più che a uno scultore, poiché la tecnica pittorica è molto buona, mentre le statue presentano numerosi errori tecnici.

L’apparato architettonico presenta uno scrigno centrale con quattro colonne corinzie e tre nicchie nelle quali sono ubicate altrettante sculture lignee – Cristo portacroce al centro, San Gemignano e San Girolamo, i Santi Protettori della Famiglia Cavalli, ai lati. La statua del Redentore è stata aggiunta successivamente. Attraverso l’attenta osservazione di numerosi dettagli, si è desunto che in origine l’altare si trovasse a ridosso della parete, ma è stato spostato e la nicchia centrale ampliata per adeguarne la profondità alle altre. Il polittico, nella sua attuale composizione, risulta essere riconducibile a numerose cronologie differenti.

L’intervento conservativo è iniziato con la messa in sicurezza dei sollevamenti con e proseguito con un minuzioso lavoro di pulitura e il loro fissaggio definitivo. È stato rimosso il beverone delle vernici dei restauri precedenti, oltre alle vecchie stuccature non più funzionali. Delicati ritocchi pittorici in selezione cromatica sono in fase di ultimazione.

“Questo lavoro si sta rivelando estremamente suggestivo e appassionante – spiegano gli studenti dell’Accademia – innanzitutto per il fascino della Chiesa di Sant’Anastasia, ma in particolar modo perché questo ‘cantiere aperto’ attrae molto turisti e visitatori, con i quali interagiamo quotidianamente e che si avvicinano un po’ al modo del restauro, ancora troppo poco conosciuto”.

Pubblicità